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Il fenomeno degliavvelenamenti da pianterappresenta un problema significativo nella pratica veterinaria, coinvolgendo animali sia domestici che selvatici. Nonostante la sua frequenza, la diagnosi di tali casi risulta complessa e spesso trascurata, in particolare per gli animali da reddito. Recentemente, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) ha aggiornato i propri protocolli diagnostici, integrando le competenze del Laboratorio di chimica sperimentale per migliorare l’identificazione delle sostanze tossiche.
Incidenza degli avvelenamenti da piante
Leintossicazioni vegetalirappresentano circa il 13% di tutti i casi di avvelenamento segnalati, secondo i dati del Centro Antiveleni di Milano. Gli animali domestici, in particolare, possono ingerire accidentalmente piante tossiche durante le fioriture, mentre quelli al pascolo possono essere esposti a piante selvatiche velenose.
Gli animali di piccole dimensioni sono particolarmente vulnerabili, poiché anche piccole quantità di vegetali tossici possono causare gravi sintomi o, in alcuni casi, la morte.
Diagnosi complessa degli avvelenamenti
Ladiagnosi di avvelenamentoda piante è complicata da diversi fattori. Le indagini tossicologiche sono spesso limitate, e la mancanza di protocolli specifici rende difficile l’identificazione delle sostanze coinvolte.
La combinazione di competenze in tossicologia e botanica è necessaria, ma non sempre disponibile.
Protocolli diagnostici dell’IZSVe
Per affrontare efficacemente i casi di sospetto avvelenamento, l’IZSVe ha implementato nuovi protocolli che sfruttano la tecnologia dellaspettrometria di massa ambiente (AMS). Questo metodo avanzato consente l’identificazione rapida e flessibile di molecole tossiche di origine vegetale. Tali protocolli si sono rivelati particolarmente utili nel distinguere tra avvelenamenti accidentali e dolosi, e sono stati studiati per affrontare la vasta varietà di matrici analizzate, che includono sia campioni vegetali che biologici.
Identificazione delle sostanze tossiche
I metodi di screening sviluppati permettono di individuare composti con diverse proprietà chimiche, anche in campioni ridotti o complessi. Negli ultimi anni, grazie a questa sinergia tra il Laboratorio di chimica sperimentale e i veterinari dell’IZSVe, sono stati confermati diversi casi di avvelenamento in animali domestici, attribuibili all’ingestione di varietà tossiche come l’Amarantoo ilColchico autunnale.
Azioni da intraprendere in caso di intossicazione
In caso di sospetta intossicazione, è fondamentale agire rapidamente. La prima cosa da fare è contattare il veterinario di fiducia, che avrà il compito di raccogliere informazioni anamnestiche e visitare l’animale. Inoltre, è utile recuperare la pianta sospetta o alcune sue parti per facilitarne l’identificazione. I veterinari dell’IZSVe sono sempre disponibili per fornire consulenze e supporto.
Passaggi chiave da seguire
Quando si sospetta un avvelenamento, seguire questi passaggi può fare la differenza:
- Contattare il veterinario: è il primo passo fondamentale per avviare un intervento tempestivo.
- Identificare la pianta: recuperare la pianta sospetta e fornire fotografie per facilitarne il riconoscimento.
- Contattare l’IZSVe: per assistenza e per inviare campioni per analisi chimiche e anatomopatologiche.
La corsa contro il tempo è cruciale in questi casi, e una reazione rapida può salvare la vita dell’animale coinvolto.





