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Dacia Maraini, una delle autrici italiane più rinomate, ha sempre condiviso un legame speciale con gli animali. Nel suo ultimo libro, Anche i cani a volte volano, offre un’affascinante riflessione sul profondo rapporto che si può instaurare con queste creature.
Attraverso una narrazione che unisce esperienze personali e osservazioni più ampie, Maraini invita a considerare il rispetto e la dignità che ogni animale merita.
Un incontro che cambia la vita
Maraini descrive come il suo sguardo sugli animali sia mutato durante l’infanzia.
Cresciuta a Bagheria negli anni Cinquanta, un episodio in particolare ha segnato la sua coscienza: la visita a un macello con due amiche. Quando assistette al sacrificio di una pecora, il sangue che sprizzava ovunque la colpì profondamente, portandola a riflettere sul valore della vita e sul rispetto dovuto agli animali.
Questo evento la portò a prendere la decisione di abbandonare il consumo di carne, un cambiamento che ha caratterizzato la sua vita alimentare negli anni successivi.
Una consapevolezza crescente
Nel corso degli anni, Maraini ha sviluppato una profonda consapevolezza riguardo al rapporto tra gli esseri umani e gli animali. Nel suo libro, esplora come frequentemente si tenda a umanizzare gli animali, dimenticando che ogni specie possiede la propria dignità e storia. La sua esperienza con un gabbiano, una cagnolina trovatella e altri animali mette in evidenza la necessità di andare oltre la superficie e riconoscere l’intelligenza e le emozioni di queste creature. “Rispettare significa riconoscere,” scrive Maraini, evidenziando l’importanza di una relazione fondata sul rispetto reciproco.
Il dialogo tra uomo e animale
Il libro si presenta non solo come una raccolta di storie personali, ma anche come una profonda riflessione sul dialogo che può essere instaurato con gli animali. Come afferma Dacia Maraini, “Noi siamo al 90% animali”. Questo richiamo alla nostra natura invita a considerare come, nonostante i progressi tecnologici e culturali, il dominio del più forte sul più debole persista. La civiltà, secondo l’autrice, si misura nella capacità di andare oltre gli interessi immediati e di guardare al futuro, rispettando anche gli animali.
La connessione unica con gli animali
Maraini evidenzia la connessione unica che può esistere tra esseri umani e animali, una relazione che si distingue per intensità rispetto a quella con altre persone. Gli animali, spesso considerati più intelligenti di quanto si possa pensare, comunicano attraverso linguaggi che ci risultano incomprensibili. Quando incontrano individui gentili, rispondono con affetto e apertura. Questi momenti ci permettono di riscoprire aspetti della nostra umanità che potremmo aver trascurato.
Riflessioni sulla vita e la morte
Un tema centrale nel libro è la considerazione della vita e della morte. L’autore esprime l’idea che l’amore per la vita consenta di vivere pienamente e che un atteggiamento sereno nei confronti della morte risulti fondamentale. “La vita non appartiene a nessuno”, afferma, incoraggiando a essere meno possessivi e ad accettare la morte come parte naturale dell’esistenza. Questo approccio potrebbe contribuire a ridurre la paura della morte, un pensiero presente nella sua vita, specialmente dopo la perdita della madre.
Un futuro consapevole
Maraini invita a riflettere su come riscrivere la storia dell’umanità includendo il rapporto con gli animali. L’esempio di San Francesco, che ha abbracciato tutte le creature come parte di un universo interconnesso, rappresenta un richiamo alla responsabilità di amare e proteggere la natura. La scrittrice auspica un futuro in cui le relazioni tra uomini e animali siano basate su rispetto e comprensione, un passo necessario per una società più giusta e solidale.





